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Nuove prescrizioni e nuova classificazione degli impianti elettrici in ambienti residenziali. Guida alla CEI 64-8 V3  


A febbraio 2011 è stata pubblicata la variante V3 della norma CEI 64-8 che introduce nuove prescrizioni inerenti la sicurezza degli impianti elettrici e definisce 3 livelli prestazionali per la realizzazione e/o rifacimenti degli impianti in ambito residenziale.

Prescrizioni relative alla sicurezza
Le nuove prescrizioni inerenti la sicurezza interessano la Parte 3 e la Parte 5 della CEI 64-8, con l’aggiunta di ulteriori raccomandazioni relative a:

  1. dispositivi di protezione differenziale: l’interruttore differenziale deve garantire la selettività totale delle protezioni poste a valle;
  2. realizzazione delle giunzioni: il collegamento “entra-esci” è consentito solo all’interno della stessa scatola o al massimo tra due scatole successive;
  3. realizzazione dei quadri: ogni unità abitativa deve essere dotata di uno o più quadri e l’interruttore generale, se differenziale, deve avere selettività totale. La protezione differenziale deve essere suddivisa almeno su due interruttori;
  4. dotazione fondamentale di punti di prelievo di energia e di comando: ogni presa TV (richieste nella Tabella A) deve avere la predisposizione per 6 prese energia, etc.

Livelli prestazionali
L’utente finale, in accordo con il progettista e l’installatore, avrà la possibilità di richiedere il dimensionamento dell’impianto potendo scegliere tra 3 livelli prestazionali, in funzione del confort e del livello qualitativo dell’abitazione.
I Livelli Prestazionali si differenziano in base alle dotazioni minime previste nell’impianto; la Tabella A della nuova V3 riporta il dettaglio delle dotazioni previste (punti prese, punti luce, prese tv e telefono) per i singoli ambienti (cucina, soggiorno, etc.), nonché il numero di circuiti, la protezione contro le sovratensioni (SPD), l’illuminazione di sicurezza e i circuiti ausiliari per ogni livello prestazionale.

In particolare:

  1. il Livello I prevede un numero minimo di punti-prese e punti-luce per i vari ambienti e un numero minimo di circuiti in base alla superficie calpestabile dell’appartamento;
  2. il Livello II deve garantire una maggiore fruibilità dell’impianto rispetto alle prescrizioni impiantistiche minime di livello I, quindi un aumento della dotazione e dei componenti, nonché maggiori impianti ausiliari (ad. esempio il controllo carichi);
  3. il Livello III è costituito da una dotazione impiantistica ampia e tecnologicamente avanzata (impianto domotico).


Si precisa, infine, che il livello prestazionale dell’impianto elettrico non è legato alla categoria catastale dell’immobile né alla classificazione energetica dello stesso, ma concorre a determinare la qualità dell’unità immobiliare.

sabato 06 agosto 2011 - 12:34:00 crea pdf di questa newsCondividi