Detrazione al 50% per l’installazione di Telecamere

hikvision telecameraDal Fisco la conferma per l’installazione di telecamere di sicurezza con detrazione al 50%, ma solo per le spese relative all’immobile.

L’Agenzia delle Entrate ha recentemente confermato che l’installazione di telecamere collegate con centri di vigilanza privati rientra tra gli interventi che danno diritto al bonus ristrutturazioni del 50%, ovvero la detrazione Irpef del 50% delle spese per il recupero del patrimonio edilizio.

La detrazione si applica solo alle spese sostenute per interventi sugli immobili, escludendo, ad esempio, i contratti con istituti di vigilanza.

Tra gli interventi detraibili rientrano il rafforzamento di cancellate, l’apposizione di grate, porte blindate, serrature sicure, installazione di rilevatori e molto altro. Le fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati sono anch’esse incluse, insieme ad altre misure di sicurezza.

Decreto CER: in arrivo gli incentivi per le Comunità Energetiche Rinnovabili

comunità energetiche

 

Decreto CER: in arrivo gli incentivi per le Comunità Energetiche Rinnovabili

Il decreto offre due strade per promuovere lo sviluppo delle CER in Italia:

 

  • un contributo a fondo perduto del 40%, finanziato dal PNRR e rivolto alle comunità i cui impianti sono realizzati nei comuni sotto i cinquemila abitanti
  • tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa per tutto il territorio nazionale.

Cosa sono le Comunità Energetiche Rinnovabile (CER)

Le Comunità Energetiche Rinnovabile sono sistemi realizzati dai clienti, finalizzati dall’art. 31 della legge 199/2021, basati sulla condivisione di infrastrutture per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

In pratica sono costituite da gruppi di persone che scelgono di autoprodurre energia elettrica da fonti rinnovabili, con i conseguenti benefici ambientali, economici e sociali ricadenti sui membri della comunità. Dette comunità servono a raggiungere gli obiettivi prefissati per il 2030 e rafforzare ulteriormente il percorso di sicurezza energetica dell’Italia valorizzando il territorio.

E’ importante sottolineare che le comunità energetiche hanno uno scopo primario: ossia di fornire dei benefici ambientali sociali ed economici. In parole pparole, esse vengono considerate come un trampolino di lancio verso l’auto sostenibilità ambientale e l’efficientamento energetico.

Chi può costituire una CER

Le comunità energetiche rinnovabile sono composte da un gruppo di soggetti che si uniscono insieme per creare una rete locale che avrà l’obiettivo di creare e condividere l’energia prodotta da fonti rinnovabili e rendersi indipendenti dal punto di vista energetico. Chi sceglie di creare una comunità, dovrà individuare un’area dove realizzare l’impianto con altri utenti connessi alla stessa cabina primaria.

Possono costituire comunità energetiche rinnovabile i seguenti soggetti:

  • cittadini;
  • imprese;
  • associazioni;
  • enti locali;
  • condomini;
  • terzo settore;
  • cooperative;
  • enti religiosi;
  • piccole imprese;
  • medie imprese;

Tariffe incentivanti e periodo di diritto

È possibile presentare le proprie domande fino al 31 dicembre 2024 e fino alla data in cui è raggiunto un contingente finanziario pari a 300 MW. Una novità importante riguarda la tariffa incentivante, in quanto è stato previsto un periodo di diritto con decorrenza dalla data di entrata in esercizio dell’impianto pari fino ai 20 anni.

Inoltre, la domanda di accesso alle tariffe incentivanti dovrà essere presentata entro 120 giorni successivi alla data di entrata in esercizio degli impianti esclusivamente tramite il sito www.gse.it. La domanda deve essere corredata dalla documentazione prevista per la verifica del rispetto dei requisiti di accesso di cui all’articolo 3, sulla base di quanto stabilito dalle regole operative di cui all’articolo 11 e la mancata comunicazione comporta la decadenza dell’incentivo.

Superbonus 2024: come cambia e quali sono le nuove aliquote

Superbonus 2024 e PNRR

Il PNRR abbraccerà il nuovo Superbonus 2.0 con un capitolo legato ai fondi aggiuntivi del REpowerEU, che porterà in dote una super detrazione al 90% per le ristrutturazioni immobiliari per i redditi più bassi. Il contributo straordinario non verrà cancellato del tutto, anche se tornerà con paletti molto stringenti. In campo ci sono almeno 1,38 miliardi (dei 4 miliardi da dedicare a interventi privati di efficientamento energetico), più altri 3,5 miliardi per le maxi-ristrutturazioni degli edifici pubblici. In tutto, il nuovo capitolo del PNRR, contiene anche fondi per il post alluvione in Emilia Romagna, per un valore totale di 21,3 miliardi. Inoltre, i lavori interessati non saranno più finanziati attraverso il meccanismo delle detrazioni fiscali, ma saranno effettuati direttamente dalle ESCo.

Cosa sono le ESCo?

L’ESCo (Energy Service Company) è una società che effettua interventi finalizzati a migliorare l’efficienza energetica, assumendo su di sé il rischio dell’iniziativa e liberando il cliente finale da ogni onere organizzativo e di investimento. I risparmi economici ottenuti vengono condivisi fra l’ESCo e il cliente finale con diverse tipologie di accordo commerciale. Questi tipi di società conducono analisi energetiche su impianti ed edifici, verificano la loro conformità alle normative vigenti e valutano la fattibilità delle soluzioni per migliorare l’efficienza energetica. Successivamente, elaborano un progetto dettagliato per gli interventi necessari, comprensivo delle specifiche tecniche.

Superbonus 2024 o Superbonus 2.0: obiettivo

L’investimento è dedicato al patrimonio immobiliare privato e mira a promuovere l’efficientamento energetico delle abitazioni per affrontare il problema della povertà energetica. Il suo obiettivo è garantire il raggiungimento degli obiettivi REPowerEU in termini di efficienza, riduzione della domanda e contrasto alla povertà energetica. La misura si basa su incentivi fiscali, attivati da tempo in Italia e potenziati dal 2020 con il cosiddetto Superbonus, ma ora corregge e indirizza il sostegno esclusivamente alle categorie di persone a basso reddito.

Nuovo Superbonus 2024: chi potrà ottenerlo?

Il Governo ha annunciato che i principali beneficiari delle nuove agevolazioni saranno le famiglie. Il nuovo sistema prevedrà interventi sulle abitazioni delle famiglie a basso reddito e farà riferimento ai nuovi lavori di ristrutturazione edilizia per l’efficientamento energetico degli immobili di edilizia abitativa pubblica e per i condomini.

Superbonus 2024: Sfide e Prospettive

La riforma non solo prevede più aliquote di detrazione in base ai miglioramenti degli edifici, ma si propone con una durata “almeno decennale” per rispettare gli obiettivi climatici ed energetici. Il  Superbonus 2.0 si configura come un punto di svolta nell’edilizia, portando opportunità e sfide. Resta da vedere come famiglie, giovani e condomini affronteranno questo cambiamento e come il settore si adatterà alle nuove direttive europee.

Superbonus 2024 e superbonus 2.0: cosa cambia?

A seguito della proposta approvata dalla Commissione Europea, il nuovo Superbonus 2.0 godrà di circa 1,38 miliardi di euro destinati a favore delle famiglie a basso reddito e dei giovani. Indipendentemente dall’esito finale, e secondo fonti di stampa, il Superbonus 2.0 dovrebbe entrare in funzione entro il 2025, quando per giunta l’aliquota del ‘vecchio Superbonus 110‘ scenderà ulteriormente rispetto al 2024. Inoltre, è opportuno chiarire che i fondi per la nuova detrazione saranno destinati ad un sostegno mirato all’efficientamento energetico degli immobili di edilizia abitativa, pubblica e dei condomini.

Superbonus 2024 condomini

In attesa della riforma finale degli incentivi, è importante ricordare che nel corso del 2024 la detrazione per il Superbonus condomini subirà la prima modifica sostanziale (salvo ulteriori disposizioni normative) passando dal 110/90 % al 70% nel 2024 per arrivare al 65% nel 2025. Ricordiamo che per il prossimo anno sono sempre disponibili alternative al Superbonus, come:

  • ecobonus che varia da 50% al 75% a seconda degli interventi;
  • bonus barriere architettoniche con un’agevolazione del 75%;
  • sisma bonus con agevolazioni che posso variare dal 50% fino al 110% a seconda degli interventi;
  • bonus ristrutturazioni 50%;
  • bonus verde;
  • bonus mobili.

Superbonus 2024 unifamiliari

L’agevolazione del 110% per interventi di ristrutturazione e riqualificazione di villette e case unifamiliari è stata prorogata fino al 31 dicembre di quest’anno, a patto che entro il 30 settembre 2022 fosse completato almeno il 30% dei lavori. Mentre coloro che hanno avviato i lavori nel 2023 e nel rispetto dei requisiti previsti dal decreto Aiuti quater, potranno godere della detrazione in esame entro la fine dell’anno se sussistono le seguenti condizioni:

  • immobile adibito ad abitazione principale;
  • reddito non superiore a 15.000 euro;
  • sul quoziente familiare.

È importante sottolineare che l’agevolazione sarà mantenuta fino al 2025, tuttavia, sarà dedicata esclusivamente alle abitazioni unifamiliari situate nelle aree colpite dal sisma. In assenza di questa condizione, l’accesso a tale agevolazione non sarà più possibile.

Contributi per l’anno 2024 per installazione di impianti solari fotovoltaici, accumulatori di energia elettrica e solari termici

Rinnovato il Bando Regionale FVG con ulteriori 50 Milioni per installare impianti Fotovoltaici o integrare con la batteria d’accumulo 

Schema di una pompa di calore

La Regione FVG ha prorogato il contributo regionale per la realizzare di nuovo impianti fotovoltaici e/o sistemi d’accumulo per migliorare l’autoconsumo da fotovoltaico delle nostre abitazioni.

Stanziali ulteriori 50 milioni di euro per finanziare l’installazione di pannelli fotovoltaici, impianti di accumulo per le prime e seconde case e condomini, anche quelli solo parzialmente ad uso residenziale. Saranno compresi gli immobili di nuova costruzione. La norma riguarda tutti interventi fatturati a partire dal primo novembre 2022 fino a completamento dei soldi stanziati.

 

La regione fornirà un incentivo massimo del 40%, sulla base di un prezziario legato alla potenza dell’impianto, che comunque non sarà finanziabile oltre:

  • 20 kW (kilowatt) per i condomìni
  • 6 kW (kilowatt) per le singole unità.

Gli incentivi regionali si sommano alle detrazioni nazionali al 50%, con un risparmio fino al 90%!!!

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Credito d’imposta per installazione Sistemi di Accumulo

L’Agenzia  delle entrate ha emanato un provvedimento con il quale definisce le modalità, i termini di presentazione e il contenuto dell’istanza per il riconoscimento del credito d’imposta riconosciuto per le spese di installazione di sistemi di accumulo dell’energia collegati ad impianti alimentati da fonti rinnovabili, come i pannelli fotovoltaici.

Con il provvedimento sono stabiliti i termini e le modalità per beneficiare dell’agevolazione prevista dalla legge di Bilancio 2022 (Legge n. 234/2021) per le spese sostenute nel 2022 e viene approvato il modello di istanza da trasmettere alle Entrate.

Chi può richiedere il tax credit – Possono beneficiare dell’agevolazione le persone fisiche che, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2022, sostengono spese documentate relative all’installazione di sistemi di accumulo integrati in impianti di produzione elettrica alimentati da fonti rinnovabili, anche se già esistenti e beneficiari degli incentivi per lo scambio sul posto (Dl n. 91/2014). Con successivo provvedimento l’Agenzia delle Entrate, sulla base del rapporto tra ammontare delle risorse stanziate (3 milioni di euro per il 2022) e ammontare complessivo delle spese agevolabili indicate nelle istanze, renderà nota la percentuale del credito d’imposta spettante a ciascun soggetto.

Come fare richiesta – L’istanza va inviata dal 1° marzo al 30 marzo 2023 esclusivamente con modalità telematiche, utilizzando il servizio web disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate, direttamente dal contribuente o tramite un intermediario. Entro 5 giorni dall’invio viene rilasciata una ricevuta che attesta la presa in carico della domanda (o lo scarto, con le relative motivazioni). Il bonus è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2022, in diminuzione delle imposte dovute e l’eventuale ammontare non utilizzato potrà essere fruito negli anni successivi